Tag: Sicurezza

  • La difesa non è sempre legittima

    La difesa non è sempre legittima

    A Grignano Polesine, una frazione di Rovigo, domenica 3 novembre un uomo di 68 anni ha sparato con una pistola regolarmente detenuta contro un gruppo di ladri entrati nella sua villetta, ferendone uno di striscio. L’episodio, in un Paese più evoluto, avrebbe aperto un’indagine per accertare la proporzionalità della reazione. Ma non in Italia, dove grazie alle nuove norme sulla legittima difesa — introdotte nel 2019 e rafforzate nel 2024 — il proprietario non risulta indagato.

    Oggi, Giorgia Meloni ha rivendicato la norma con un post: «La difesa è sempre legittima». Matteo Salvini ha rilanciato: «Un risultato della Lega, a tutela dei cittadini perbene». Entrambi semplificano: la legge non dice questo. Ma la loro frase sintetizza perfettamente lo spirito politico che l’ha ispirata — un messaggio di impunità preventiva per chi reagisce con le armi.

    La legittima difesa resta regolata dal Codice Penale, con i principi classici di “offesa attuale” e “proporzionalità”. Tuttavia, la riforma voluta dalla Lega nel 2019 (legge n. 36) e ampliata nel 2024 (Decreto Sicurezza Bis – D.L. n. 112/2024) ha introdotto una presunzione di legittimità per chi reagisce in casa o sul luogo di lavoro: non serve più dimostrare la proporzionalità se si agisce in “grave turbamento” o per difendere beni dalla violenza. In pratica, il principio della valutazione del giudice — previsto dall’articolo 111 della Costituzione — diventa quasi superfluo.

    È qui che la retorica della “difesa sempre legittima” mostra la sua pericolosità. Se il controllo giudiziario viene meno, anche una reazione sproporzionata rischia di essere coperta da un automatismo ideologico. Il diritto penale tende a trasformarsi in un diritto d’eccezione per chi possiede una casa e una pistola: i benestanti sono tutelati, i poveri no.

    Ma c’è di più. Se chi ruba sa che chi reagisce può sparare senza rischiare neppure di essere indagato, tenderà ad armarsi a sua volta. Il furto diventa rapina armata, la paura cresce, e la spirale della violenza si autoalimenta.

    La Convenzione europea dei diritti dell’uomo impone che l’uso della forza letale sia sempre proporzionato e necessario. La presunzione italiana, invece, rovescia l’ordine dei valori e mette la proprietà privata sopra il diritto alla vita.

    Non è giustizia: è il preludio al far west.