Tag: New York

  • Zohran Mamdani, un socialista a New York

    Zohran Mamdani, un socialista a New York

    Dalla crisi fiscale dello Stato sociale negli anni Settanta e dal crollo dell’Urss e dei regimi dell’Europa orientale nel 1989-1991, il socialismo ha cessato di essere un’alternativa credibile al capitalismo. È diventato un’ideologia da archivio storico, appartenente all’Ottocento e al Novecento, senza più un futuro. Tanto che le sinistre europee, anche quando mantengono il nome di partito socialista, non evocano più il socialismo come orizzonte storico-politico, ma assumono un’identità liberaldemocratica e progressista.

    Eppure, dal 2016 — con la candidatura di Bernie Sanders alle primarie democratiche — e ancora di più dal 2018, con le elezioni di medio termine che portarono al Congresso circa un centinaio di rappresentanti dell’area dei Democratic Socialists of America, tra cui Alexandria Ocasio-Cortez, il socialismo è tornato a essere un’opzione della sinistra americana. Proprio nel Paese dove, anche quando il socialismo era forte altrove, era difficile perfino dirsi socialisti. Un percorso culminato nell’annunciata, eppure sorprendente, elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York, il 4 novembre 2025.

    Un giovane socialista musulmano

    Come se non bastasse, il neosindaco incarna altri due apparenti paradossi. È musulmano ed è stato eletto nella città delle Torri Gemelle, abbattute l’11 settembre 2001 da un attentato islamista ideato da Osama bin Laden. Una città che ospita la più grande comunità ebraica del mondo, al tempo della guerra di Gaza — del genocidio di Gaza — e che ha scelto un sindaco socialista apertamente filopalestinese: una posizione insolita per qualsiasi politico americano di rilievo, anche tra i democratici.

    Il secondo paradosso è anagrafico. Mamdani ha solo 34 anni, nessuna esperienza politico-amministrativa, e dovrà governare una delle città più grandi del pianeta, con un PIL paragonabile a quello dell’Italia. Nella competizione elettorale è riuscito a superare, fin dalle primarie democratiche, Andrew Cuomo, politico esperto e tre volte governatore dello Stato di New York.

    Nonostante — o forse proprio per — queste tre caratteristiche, la città ha scelto Zohran Mamdani. E lo ha fatto sfidando apertamente Donald Trump, che ha già inviato la Guardia nazionale in varie metropoli amministrate dai democratici e minacciato di tagliare i fondi federali a New York qualora il “comunista” Mamdani fosse stato eletto. Ma New York non ha avuto paura. Ha sancito che si può dare una possibilità a un candidato socialista — e al suo ambizioso programma sociale.


    Zohran Mamdani

    Il programma di Mamdani

    • Childcare universale e gratuito, dalle 6 settimane ai 5 anni, con “baby basket” per i nuovi genitori, per ridurre i costi proibitivi degli asili nido (fino a 26.000 dollari l’anno) e sostenere le famiglie.
    • Blocco degli affitti per circa un milione di appartamenti in regime di rent stabilization, per frenare gli aumenti e contrastare la crisi degli alloggi.
    • Autobus gratuiti e potenziamento della rete di corsie preferenziali, per ridurre il costo della vita e migliorare l’efficienza del trasporto pubblico.
    • Apertura di cinque supermercati municipali — uno per ogni distretto — per contrastare l’aumento dei prezzi del cibo e i food deserts.
    • Aumento delle tasse per i residenti più ricchi e per le grandi corporation, per finanziare i nuovi programmi sociali.

    Negli Stati Uniti, il socialismo torna a essere una possibilità reale: non come ideologia del passato, ma come risposta concreta alle diseguaglianze crescenti e al carovita che grava su milioni di cittadini.


    Un socialista a New York
    Internazionale, 24 ottobre 2025