
C’è un elemento di realismo geopolitico nel voto tedesco all’Alternative für Deutschland (AfD) di Alice Weidel. Perché sotto il governo Cdu-Spd del cancelliere Friedrich Merz, la Germania si ritrova a essere “nemica” della Russia e sempre meno amica degli Usa. L’elettore tedesco può credere che le sanzioni alla Russia, la rinuncia al gas russo, il sostegno in armi all’Ucraina abbiano impoverito la Germania. In particolare la Germania Est. E stiano portando tutto il paese verso la guerra. Al tempo stesso, questa posizione non porta più alcun beneficio dall’Occidente. Alla Casa Bianca è tornato Donald Trump, che flirta con Vladimir Putin, paventa il ritiro dalla Nato, detesta l’Unione Europea e i suoi governi liberal-democratici. Invece, mostra di apprezzare l’estrema destra, al punto da festeggiare i suoi successi. Con l’AfD al potere, la Germania potrebbe aggiustare in un colpo solo i suoi rapporti con la Russia e con gli Usa.
Non è una buona idea? Lo sarebbe anche se solo scongiurasse la guerra con la Russia. Togliere le sanzioni, ripristinare i rapporti commerciali ed energetici con Mosca, smettere di armare Kiev, farebbe risparmiare molti soldi e ridurrebbe l’inflazione. Tutto a vantaggio della produzione e dell’occupazione tedesca. Dal lato americano, con l’amministrazione Maga che apprezza l’AfD, la Germania potrebbe avere rapporti più cordiali, dazi commerciali più favorevoli e una rinnovata protezione militare. Trump vuole andare d’accordo con Putin? La Germania sotto l’AfD può fare da ponte, come nella migliore tradizione tedesca, dalla realpolitik di Bismarck all’ostpolitik di Willy Brandt. Altro che Hitler! Seppure, al di là dei suoi confini di estrema destra, il profilo etnonazionalista e ultraliberista dell’Afd lasci perplessi, un quadro geopolitico più prospero e disteso potrebbe smussarne gli spigoli.
Ma, la politica estera tedesca sotto l’AfD, oltre a sacrificare l’Ucraina, sacrificherebbe anche l’Unione europea. L’AfD propone la Dexit, l’uscita della Germania dalla Ue. Se, una volta al governo, l’AfD indugiasse, il suo sovranismo giocherebbe comunque contro la solidarietà e l’integrazione europea. La Germania è il leader naturale dell’Europa. Se rinuncia a questo ruolo, perde un fondamento della sua potenza, sia politica, sia economica. L’integrazione europea è servita per sostituire le guerre in Europa con i commerci. I tedeschi vendono il 56% delle loro merci sul mercato unico europeo: 78 miliardi di euro al mese. Una Germania di estrema destra, amica di Trump e Putin, ma ostile all’Europa, spaventerebbe i francesi e i polacchi di qualsiasi orientamento. I loro paesi vorrebbero riarmarsi ancora di più, anche contro la Germania.
La Russia si è ormai ristrutturata per avere una economia di guerra e per vendere il suo gas e il suo petrolio a Cina e India. Perché dovrebbe voler tornare a vendere gas a basso costo alla Germania? Forse, per ripristinare una posizione di ricatto. Come poco prima e subito dopo l’invasione dell’Ucraina. In queste condizioni, come potrebbe la Germania dell’AfD fare da deterrente a una Russia di nuovo aggressiva verso i paesi Baltici e altri paesi dell’Europa orientale?
Una Germania senza l’Europa, assoggettata al rifornimento energetico russo, diventa un partner meno interessante anche per gli Usa di Trump. Adesso l’amministrazione Maga può sostenere l’AfD come testa d’ariete contro la Ue. Ma, una volta al governo, l’AfD deve fare la parte del vassallo obbediente. L’affinità ideologica non basta per ricevere un trattamento di favore. Come dimostra il trattamento riservato da Trump a Giorgia Meloni. I dazi hanno punito l’Italia più di altri paesi europei. E quando il governo italiano ha fatto anche solo finta di negare le basi agli Usa per la guerra all’Iran, Trump ha bullizzato Meloni via stampa e via social.
I Maga difendono il manifatturiero americano, i dazi bisogna comunque pagarli. E quando gli Usa si impantanano in una guerra, basi e contingenti bisogna sempre offrirli. Allora, il sovranismo AfD, se appare sensato nell’immediato, diventa paradossale e autolesionista nel prossimo futuro. Puoi essere sovranista, molto sovranista, ma senza solidarietà europea non c’è potenza e senza potenza non c’è sovranità.